Catanzaro


LA PROVICIA DI CATANZARO

Catanzaro Lido

Catanzaro Lido

La provincia di Catanzaro è collocata nella parte centrale della regione Calabria. Ad Ovest è bagnata dal mar Tirreno e ad Est dallo Ionio, dove tra i golfi di sant’Eufemia e di Squillace prende forma il famoso Istmo di Catanzaro. A nord confina con la provincia di Cosenza, a nord-est con quella di Crotone e a sud rispettivamente con le province di Reggio Calabria e di Vibo Valentia.

La parte più a nord è contraddistinta dai rilievi dell’altopiano della Sila Piccola, mentre a sud dell’Istmo si possono notare i rilievi delle Serre, che si espandono fino ad oltrepassare il confine della provincia.

La parte più interessante del territorio della provincia catanzarese riguarda sicuramente i monti che si ergono attorno l’Istmo, dove è possibile notare sia la presenza dei due mari che la circondano, sia quella sul mar Tirreno delle isole Eolie. Data la sua morfologia  quindi, possiamo capire, che tutto il territorio offre paesaggi di vario genere. Numerosi sono i centri storici come le chiese ed il museo di Taverna dove si trovano i dipinti di Mattia Preti. Badolato con il grande centro multietnico.

Il centro di Squillace di origine tipicamente medievale e Roccelletta di Borgia con la sua area archeologica di Scolacium, nome di un’antica città greca nata nel periodo di Kroton. Altro centro importante è quello di Lamezia Terme e delle sue acque termali di Caronte risalenti all’epoca romana. Tra le varie località costiere dello Ionio e del Tirreno spiccano quelle delle spiagge di Copanello, Badolato, Pietragrande. Noverato, Pizzeria, Nocera Torinese e Falerna.

CATANZARO: CENNI STORICI

Nata su un colle nella confluenza di due fiumi, il Musofalo e la Fiumarella, la città di Catanzaro si trova a pochi chilometri dal mare ed allo stesso tempo dai boschi silani. Il suo nome è di origine greco, anche se dal punto di vista etimologico risulta ancora incerto. Catasaron era il suo nome attorno al X secolo; luogo collocato in posizione dominante per il controllo sulle vie di comunicanti tra Tirreno e Ionio. Nel XI secolo fu tolta ai bizantini dal normanno Roberto il Guiscardo, costruendo nell’attuale capoluogo un maestoso castello e trasformando così Catanzaro in una delle più importanti città della Calabria.

Nel XII secolo divenne sede vescovile ed ebbe la possibilità di espandersi ed arricchirsi grazie al commercio ed all’artigianato, in modo particolare con la seta.  Con Federico II , Catanzaro divenne feudo del marescalco Pietro Ruffo. Numerose furono le guerre di questa famiglia per mantenere integro il territorio a loro consegnato.  Infatti la città fu tolta dalle loro mani da Manfredi nel periodo del suo governo sull’Italia meridionale e riconquistata da Pietro II , nipote della dinastia Ruffo. Col passare del tempo la città passò nelle mani del catalano Antonio Centeglia sposato con Enrichetta, ultima della stirpe Ruffo.

Al Centeglia non andava a genio l’idea di rimanere sotto il dominio del re e così decise di intraprendere sotto il regno di Ferdinando II una rappresaglia per impadronirsi in modo indipendente della città. Il piano escogitato dal catalano fallì e nel 1460 i suoi partigiani furono letteralmente trucidati e scacciati da re Ferdinando II.. Con il controllo del re, Catanzaro diventò un centro avvero prolifico.

La città , che già godeva di statuti speciali fu ancor più agevolata. I mercanti si recavano spesso a Reggio per la vendita delle preziose sete. In particolare nel giorno di S. Chiara aveva luogo una fiera di 15 giorni,dove partecipavano commercianti di tutte le località. Nel 1519 la città ricevette da Carlo V gli Statuti dell’Arte della Seta.  Dieci anni dopo, la città fu attaccata dai francesi, ma le truppe di Carlo V si opposero con grande superiorità.

Catanzaro fu allora insignita del titolo di “fedelissima” e così l’aquila imperiale comparve nello stemma con la scritta “sanguinis effusione” Con l’avvento dei Borboni, divenne sede della Gran Corte Civile. In questo periodo , dal 129 al 1860, Catanzaro fu una delle città più implicate nelle attività carbonare. Da ricordare sono le figure di Luigi Settembrini, Francesco Monaco, Giacinto De Jesse e Luigi Pascali. Con l’unità d’Italia, Catanzaro divenne un’importante sede amministrativa e giudiziaria.

Fu così che la città si espanse pian piano anche verso il mare, dando vita a Catanzaro Lido, famosa località della costa ionica. Oltre ad essere chiamata “la fedelissima”, Catanzaro è conosciuta anche come “la città delle tre V” : i velluti, il vento ed il Vitaliano (santo patrono).

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