Reggio Calabria


LAPROVINCIA DI REGGIO CALABRIA

Lungomare di Reggio Calabria

Lungomare di Reggio Calabria

All’estremità sud della penisola si trova la provincia di Reggio Calabria. Il suo territorio confina a nord con la provincia di Catanzaro, ad est ed ovest rispettivamente con lo Ionio ed il Tirreno, mentre al sud con Messina. E’ una provincia prevalentemente montuosa, toccando quasi i 2000 metri d’altezza col Montalto dell’Aspromonte.

Sul versante Ionico si attraversano una serie di colline, nonché una serie di pendici atte a formare la presenza di molte zone montuose. Sull’altro versante quello Tirrenico, il territorio si espande attraverso una vasta pianura “La Piana”, formata dalle piane di Rosarnoo e quella di Gioia Tauro. Possiamo supporre quindi che sotto l’aspetto orografico, la regione si presenta di gran lunga a carattere collinare. Molti sono i torrenti che scorrono per queste terre, avendo di solito un corso molto rapido probabilmente dovuto dalle condizioni atmosferiche presenti. Sfociano nel Tirreno fiumi come il Calopince, l’Ammendola, il Gallico ed il Tuccio.

Mentre nello Ionio, partendo da nord troviamo il Metramo, il Pedace ed il Mesina.. Proseguendo verso sud troviamo il Torbido, il La verde, il Precariti, l’Alloro ed il Buonamico. I due versanti rappresentano caratteristiche fisiche molto diverse. Nella parte ionica, troviamo terreni prevalentemente argillosi destinati alla coltivazione di cereali e foraggio. Mentre sulla parte tirrenica, si trovano terreni molto fertili, destinati alla coltivazione di frutteti, agrumi, vite ed ulivi. Riguardo il clima, ad eccezione della catena dell’Aspromonte è di solito molto mite anche nei periodi invernali.

REGGIO CALABRIA: CENNI STORICI

Nel VIII secolo a. c. alcuni profughi Messeni sbarcarono nell’ allora città di Reghion dove già risiedevano le popolazioni dei Calcidesi. Entrambi originari dell’antica Grecia erano arrivati in questo ricco territorio per formare quella che sarebbe diventata la grande Grecia, cioè la “Magna Grecia”. Fu proprio Reghion una delle più importanti città a contribuire alla formazione di questa nuova civiltà che andava sviluppandosi in Italia. Fino al V secolo a. c. Reghion fu un centro governato da aristocratici che vivevano sotto la costituzione del siciliano Caronda. Non mancarono certo in quel periodo guerre per ampliare il territorio, il quale raggiunse in breve tempo il dominio anche su quello di Locri.

Un altro fattore scatenante dello sviluppo di Reghion, per quanto riguardava l’aspetto politico e commerciale fu la sua strategica posizione; una sorta di incrocio per le principali vie di comunicazione dell’epoca.

Nel 494 a. c., purtroppo la città, dato il suo valore e la sua importanza fu presa sotto il dominio di Anassilao, che costruì una grande barriera difensiva sulle sponde di Scilla, in modo da contrastare il continuo arrivo delle navi nemiche. Successivamente per poter potenziare il suo dominio, Anassilao strinse un’alleanza col potente Gelone di Siracusa. All’epoca Siracusa era considerata la più potente città della Sicilia. A consolidare l’alleanza tra i due tiranni fu il matrimonio tra Gerone, fratello di Gelone con la figlia di Anassilao e la città di Reghion, dopo la morte di quest’ultimo passò nelle mani del figlio Micito. La guerra del Peloponnesso, fu una guerra che vide come partecipanti in lotta tra loro tutte le città della Grecia e dell’Italia.

Mentre Reghion si alleò con Atene, la sua rivale Locri si schierò con la potente Sparta. Nella lunga lotta per la contesa dei territori scese in campo anche Dionisio tiranno di Siracusa. Fu così che la città di Reghion fu assediata dai siracusani e fu distrutta, per essere poi ricostruita da Dionisio il Grande sotto il nome di Febèa. Nel 280 caduto il dominio di Dionisio, Reghion chiese aiuto all’impero romano, ormai stanca delle continue invasioni da parte dei vari tiranni. L’impero romano mandò così un contingente campano di 400 uomini, i quali però a dispetto dei Romani si impossessarono della città. Roma corse subito ai ripari riconquistando definitivamente la città e ribattezzandola Reghium, divenendo nel 89 a. c. municipio Romano. Nonostante questo, la nuova Reghium continuò a conservare le antiche culture della Magna Grecia.

Nel periodo delle invasioni barbariche cadde nelle mani di Alarico, ma attraverso la riconquista dei bizantini sull’Italia meridionale, fu messa a comando della regione Calabria divenendo sede arcivescovile. Successivamente divenne dominio dei saraceni, per poi essere riconquistata da Bisanzio. Nel 1059 l’arrivo di Roberto il Guiscardo re dei normanni, fece di Reggio un importante punto di riferimento per la conquista della Sicilia. Molti furono i popoli durante il corso della storia, che si impadronirono di questa città. Passarano gli svevi, gli angioini e gli aragonesi che riempirono d’onore e di privilegio l’ormai famosa metropoli calabrese.

Nel 1785 fu colpita da un grande terremoto che la distrusse completamente, ma grazie al progetto dell’ingegnere Mori, la città fu ricostruita con pianta regolare ritornando a splendere più di prima. Durante il periodo francese Napoleone in persona la proclamò ducato. In quello borbonico essendo parte del Regno delle Due Sicilie, Garibaldi sbarcò nella città accolto dalla folla che insorse contro il dominio dei Borboni.

Dopo l’unità d’Italia, Reggio Calabria subì un altro terribile terremoto nel 1908 e fu così eretta sotto un aspetto moderno, dove le grandi strade costruite permisero di poter ammirare il suo mare così azzurro ed i bellissimi colori che risplendono ancora oggi sullo stretto di Messina.

 

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